Moderna archivia il primo trimestre 2026 con ricavi in forte crescita. La biotech statunitense ha riportato vendite per 389 milioni di dollari, quasi triplicate rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie soprattutto alla performance dei mercati internazionali, che oggi rappresentano l’80% del fatturato.
Il risultato, superiore alle attese degli analisti, rafforza le prospettive di un ritorno alla crescita nel 2026, dopo la contrazione seguita al picco di quasi 20 miliardi di dollari raggiunto nel 2022 con i vaccini anti-COVID-19. Per il 2026 Moderna stima una crescita del 10% rispetto agli 1,9 miliardi di dollari registrati nel 2025.
Negli Stati Uniti le vendite si sono attestate a 80 milioni di dollari: pur in aumento rispetto ai 29 milioni dell’anno precedente, restano tuttavia marginali nel mix complessivo della biotech. Il peso crescente dei mercati extra-USA riflette anche un contesto interno più complesso per i vaccini, segnato dal rafforzarsi di posizioni critiche e dalla riduzione dei finanziamenti pubblici. Tuttavia, Moderna prevede che il mercato statunitense torni a scalare posizioni già nell’anno in corso.
Per quanto riguarda la pipeline, Moderna punta sull’aggiornamento del vaccino anti-COVID mNEXSPIKE e sul candidato combinato influenza/COVID-19 mCombriax, già approvato dalla Commissione europea e in fase di revisione in altri mercati. Negli Stati Uniti, la domanda di autorizzazione di Combriax è stata ritirata in attesa di ulteriori dati di fase III, che saranno oggetto di un nuovo dossier per la FDA.
Nel corso dell’anno sono attese novità anche su alcuni candidati importanti, come l’immunoterapia per il melanoma mRNA-4157 sviluppata con MSD, il vaccino trivalente contro il norovirus e il candidato per l’acidemia propionica, recentemente concesso in licenza a Recordati.